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Le città tutte gemevano sotto il grave dominio saraceno quando due invitti fratelli Ruggiero e Roberto ultimi figli di Tancredi Conte di Altavilla Signore normanno, dopo aver portate le armi in Italia e fattevi delle conquiste nel 1066 vennero in Sicilia; ed a capo di anni 30 se ne resero assolutamente padroni.
Epperò Roberto nel 1090 in età di anni 62 in un combattimento perdè la vita; e Ruggiero detto il basso per avere alte le spalle, insieme alla monarchia faceva sorgere il feudalismo e immobilizzava la proprietà; rendendola demaniale per la corona, aristocratica pe' commilitoni, ecclesiastica per la chiesa, e allodiale pe' liberi cittadini.
Eresse delle suntuose chiese, e nel suo lustro ristabilì la religione di Cristo.
Stanco finalmente del continuo accorrere ora in Puglia ed ora in Calabria in difesa de' nipoti; garantito da Papa Urbano II, che nel 1099 insignivalo del singolare privilegio della monarchia e quindi dell'apostolica legazia per se e suoi, dopo aver preso tre mogli, e regnato 10 anni finì di vivere in Mileto di Calabria all'età di anni settanta succedendogli Simone suo figliuolo sotto la tutela di Adelaide di Monferrato la gran contessa sua madre. Morì in Palermo il 1105, in età di 13 anni.
Gli successe Ruggiero II di lui fratello che dotato era di acuto ingegno e di gran valore. Sdegnando il titolo di gran conte assunse quello di re di Sicilia, e fu coronato nel Duomo di Palermo il 15 maggio 1229. Egli instituì la Magna Curia e die al regno forma di governo feudale, incoraggiò l'agricoltura e l'industria, ed introdusse in Sicilia il celso, il baco da seta e la canna zuccherina. Prese cinque mogli e caro ai buoni nel 18 aprile del 1154 in età di anni 59 se ne volò al Signore.
Giace sepolto in un tumolo di porfido nel detto duomo. - Dopo un lungo e glorioso regno di ben 24 anni per cui la Sicilia salì al colmo di sua grandezza, lasciando la corona al di lui figlio Guglielmo I detto il malo natogli dalla terza moglie Elvira figlia di Alfonso VI rè di Castiglia, quanto elevato d'ingegno e in armi valoroso, altrettanto sitibondo d'oro pigro e crudele: contro il Papa in principio rivoltosi menò vita licenziosa.
Ravvedutosi poscia della cieca deferenza per un suo ministro certo Majone uomo iniquo, nel 1166 cessò di vivere in età di anni 46, e dopo averne regnato 12. Le sue ceneri si conservano nel duomo di Monreale in un tumolo di porfido.
Gli successe Guglielmo II natogli dalla moglie Margherita figlia di Garsia rè di Navarra. Questo principe fu d'animo buono benefico a niuno inviso, di costumi dolcissimo e pio; talché si acquistò il soprannome di Guglielmo il Buono. Con idee larghe e liberali riformò l'amministrazione, ed elevò la potenza militare di Sicilia sino a portare le vittoriose sue armi in Oriente. Fu egli il fondatore del Duomo di Monreale eretto il 1174 in onor della madre di Dio su gli avanzi di un antico tempio bizantino1 uno de' più belli monumenti delle arti del medio-evo.
Non avuta prole da Giovanna sua moglie figlia del re d'Inghilterra volle che sua sorella Costanza moglie di Enrico VI imperatore di Germania gli ereditasse; il che non piacque ai baroni, i quali alla morte di Guglielmo avvenuta nel 1189 in età di anni 36 e dopo 23 di regno convocato il parlamento a suo successore elessero Tancredi conte di Lecce figlio di Ruggiero, Duca di Puglia e nipote a Ruggiero II. Morì in Palermo il 1194 in età di 64 anni e dopo 4 di regno, succendendogli non sensa disturbi suo figlio Guglielmo III sotto tutela della regina Sibilla sua madre: ma per breve tempo, poiché dal detto Enrico VI di casa Sveva marito di Costanza ne venne cacciato, e quindi il povero Guglielmo fini sua vita il 1197 nelle prigioni di Germania.
Questa casa ebbe tre conti e cinque re, e regnò 94 anni.
Il suo blasone presenta un campo azzurro con una banda di due file a scacchi d'argento e di rosso; Corona reale.



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