Famiglie Nobili di Sicilia  
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VoceFamiglie Nobili - Abbadelli -> Azzarello Amari
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Famiglia nobile uriunda da Trapani, di cui il primo ceppo fu un Leornardo Amari, gentiluomo al dir di Mugnos che fu provveditore del R. Palazzo nel tempo di Federico III. Indi il di lui Figlio Filippo Amari fu gentiluomo di camera della regina Maria, ed ebbe concesso il feudo di Gibilivasili in territorio di Salemi da re Martino 1397.
Nicolò fu cavaliere dell'abito di S. Giacomo della Spada; Giacomo figlio del precedente ebbe la baronia di Marineo e Risalaimi, Antonio Amari s'investì de' feudi della Sullia, Ficuzza e Casalicchio nel 1550; Federico de' feudi della Melia e Rinella nel 1549. Segue la genealogia, di tanti altri illustri baroni e distinti gentiluomini tra' quali al dir del Villabianca si annovera un Michele Amari e Barlè figlio di Antonino che nel 1722 s'investi della contea di S. Adriano; fu egli trascelto qual Maestro Razionale del Regno, onorato di cappa corta del R. Patrimonio con real cedola del 1738; in fine fu amministratore generale del jus prohibendi del tabacco in Sicilia e sue isole adiacenti. Americo Amari e Roxas de Sandoval figlio del precedente successe agli onori ed a' carichi del padre.
Da costui il conte Michele Amari ed Emmanuele investito nel 1767.
Il di lui zio Gioacchino Amari fu senatore di Palermo nel 1746: ed Adriano Amari proposito della casa dei nobili padri dell'Oratorio di Palermo nel 1767. Attuale capo della famiglia Amari è il vivente Michele Amari e Bajardi conte di S.Andriano e marchese di S. Carlo, senàtore del regno, consigliere della Gran Corte dei Conti, membro della Consulta Araldica in Firenze, e Commendatore dei Santi Maurizio e Lazzaro essendo stato Ministro delle finanze nel 1848. Commendasi infine il di lui fratello Emerico Amari la più splendida intelligenza siciliana del secolo XIX, filosofo, statista, penalista e pubblicista insigne.
Pubblicò delle opere importanti in queste materie che riscossero il plauso non che in Italia, in Francia e in Germania. Fu professore a Palermo di Diritto Penale, a Finenze di Filosofia della Storia, vice presidente della Camera de' Comuni di Sicilia nel 1848, e deputato al Parlarnento italiano nel 1861 e nel 1867. Fu cattolico e siciliano non che di liberali principi e si adoperò sempre con fervore al trionfo di queste somme idee. Morì a 20 ottobre 1870 fra il compianto di tutto il paese e colla coscienza di avere bene nella città adempiuto alla sua missione.
Il Consiglio Comunale di Palermo, di alti sensi di ammirazione compreso gli votò un monumento in S. Domenico, affinché il nome di lui restasse di perenne esempio ai posteri.
Si arma secondo il Villabianca: campo d'argento con una sirena al naturale sopra onde azzurre al capo d'azzurro con una stella d'oro.
Corona di conte.

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Amari






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