Famiglie Nobili di Sicilia  
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Amato




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Antichissima famiglia spagnuola al dir di Mugnos e d'lnveges, venuta in Sicilia con Pietro d'Aragona al 1282.
Primi ceppi furono Bernardo e Pagano d'Amato, i quali per ricompensa de' loro servizî si ebbero alcuni feudi e per la parentela con la famiglia di Guglielmo Peralta signore di Caltalbellotta in questa terra si stabilirono.
Indi furono a' servizi di Federico II d'Aragona per cui Pagano ottenne i feudi Cullusi, Silinda e Villanova presso la detta Caltabellotta, 1290.
Un Giovanni fu barone di Zaffuti, Tommaso barone di Silinda e d'altri feudi in Messina trasferendosi ai servizî del re Martino; e da lui fu fatto avvocato fiscale. Dalla di costui linea venne Filippo, la di cui farniglia al dire di Bonfiglio fu una delle primarie di Messina e che governò la città di Patti.
Bartolomeo fu barone della Massaria 1494.
Un ramo al dir d'Inveges si recò in Palerno da cui Filippo che sposò Agata Buglio e Gravina. Fu tre volte senatore dal 1631 al 1641, fu deputato del regno nel 1643, capitano di giustizia, ed infine pe' meriti suoi e del suo casato ottenne nel 1644 il titolo di principe di Galati conferitogli dal re Filippo IV: Due anni dopo per 120 mila scudi comprò la baronia di Caccamo, lo che piacque tanto al re che gli conferì il titolo di duca d'Asti.
Fiorirono di questo ramo come riferisce il Villabianca: Bernardo d'Amato cavaliere di S. Giacomo Antonio cavaliere d'Alcantara e Filippo governatore della compagnia della Pace.
Dal che si scorge essere stata tal famiglia una delle più ragguaudevoli del regno, al presente quest' ultimo ramo trovasi estinto col passaggio di tutti i titoli nella nobilissima casa Spuches.
Armasi conformemente agli autori: campo azzurro con una banda d'oro ed un leone d'oro passante, accompagnata all'angolo destro del capo da una cometa d'oro e nell'angolo destro della punta da una stella pur d'oro: lo scudo cimato da elmo con lambrequini.
Corona di principe, e mantello di velluto scarlatto.



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