Famiglie Nobili di Sicilia  
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VoceFamiglie Nobili - Abbadelli -> Azzarello Ansalone
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Il primo a scrivere su questa nobile e distintissima famiglia fù il Mugnos, il quale assicura aver tratto origine da un Ladislao cavaliere della Pannonia, e nolto protetto dall'imperatore Enrico VI perchè a suoi servizi.
Costui fu governatore di Messina ove si casò. Di là una serie di personaggi tra cui Federico Ansalone che nel 1212 fu stratico di questa città, Natale che fu fautore del Vespro, per cui da re Pietro fu eletto maestro giustiziere, e da re Giacomo a capitan d’esercito.
Lo Zurita encomia Pietro Ansalone, che da re Federico si ebbe il castello di Comiso e l’ufficio di protonotaro del regno.
Fiori poscia Bonsignore, indi Andrea baroni di grossi feudi, Matteo protonotaro del regno, Giovanni barone di Pettineo, de’ Rossi, Scali, Comeni, Migaidi, Ogliastro, Castelluzzo ecc.
Un altro Bonsignore ottenne la baronia di Fiumedinisi, Giacomo le tonnare di Milazzo, essendo questi Capitan Generale della città di Patti.
Molti senatori in Messina vanta questa illustre famiglia e tre stràtico sino al 1329, per tacere di altri carichi. Ebbe dei Cavalieri di Malta, tra’ quali commendasi un fra’ Pietro che scrisse un libro Se sua familia relatio. Intanto interessa conoscere che di tal famiglia derivarono i principi di Roccacolomba ed i duchi della Montagna Reale.
Il Villabianca riferisce che Ascanio Ansalone si ebbe la terra baronale di detta Montagna Reale unitamente al suo feudo Marcato di Rocca, di cui fu primo duca per concessione del re Filippo IV del 1642; fu egli altresì maestro razionale del real patrimonio reggente nel Supremo Consiglio d’Italia presso la Corte di Madrid 1651, primo marchese di Sorrentino, primo principe di Patti 1655 per vendita reale (sebbene fossè stata poi annullata il 1662 di ordine del detto Supremo Consiglio di Italia), due volte vicario generale del regno in val Demone, maestro giurato per due vite, accoppiandosegli la segrezia di Messina, non che le cariche di maestro segreto e di maestro portolano di tutto il regno. Morì senza prole, sicché tanta stupenda eredità passò ad Antonio figlio del fratello Pietro, prendendone investitura 1681.
Da qui una linea cadetta di Ansaloni sino a che un Antonino lasciò unica erede sua figlia Lauretta, e questa finalmente un’Alfonsina Corvaja che maritatasi con un tal di famiglia Vianisi ne raccolse l’eredità. Intanto non passeremo sotto silenzio un Paolo Ansalone e Corsetto, che nei 1639 investito venne del titolo di Principe di Roccacolomba, e fu capitano di Palermo.
Armasi concordemente agli autori: campo azzurro con tre gemelle d'oro poste in banda.
Corona di principe.

Blasone - famiglia Ansalone Visto: 643
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Ansalone






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