Famiglie Nobili di Sicilia  
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Artale




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Famiglia spagnuola e propriamente di Catalogna, venuta in Sicilia con Tristano Artale ed Artali nel 1394 ai servigi di re Martino.
Fu castellano del regio palazzo, signore della Cuba e suo territorio in Palermo, come assi dal p. Ansalone e Luca Barberio. Il di lui figlio Simone fu del pari castellano, non che capitano Giustiziere nel 1439. Per opposizioni al vicerè Moncada la famiglia decadde dal suo splendore, e quinci passò in Bronte, Marsala e Mazzara ove si suddivise: lochè provasi da un atto giuridico ad istanza del dottor D. Paolo Artale ericevuto dalla R. Gran Corte di Palermo del 1691. Da un Filippo Artale, che nel 1597 viveva in Bronte discende la linea dimorante a Palermo.Commendasi dal Mongitore un canonico Vincenzo Artale teologo, morto in odore di santità. Un Giuseppe fu valoroso nelle armi,viaggiò in Italia ed in Germania, ove fu caro a molti principi, talché da Ernesto Brunsvick ebbe concesso per sostegno alle sue armi l’aquila imperiale. L’imperatore Leopoldo l’onorò di sua amicizia e protezione. Fu cavaliere dell’ordine costantiniano, e per le opere pubblicate fu riputato insigne poeta.Un Paolo Artale, di cui parlano Amato,Mongitore e Villabianca, nel 1685 venuto da Bronte a Palermo, vi ebbe tosto cittadinanza; fu valente giureconsulto ed ascritto a varie accademie. Carlo per ragion della madre ereditò il titolo di Barone; e morendo lascio una bella biblioteca, come Amico attesta; ed il tutto al nipote Filadelfo. Un Filippo il 1701 ottenne poi il titolo di barone di Poggio Ferrato.
Il barone Filadelfo Artale ascritto alla nobiltà di Catania nel 1773 fu giudice pretoriano del Concistoro e della Gran Corte, avvocato fiscale e maestro razionale sino al 1774. Il 1779 egli ebbe titolo di marchese, investito essendo stato de’ feudi di Collalto e Cannata nel 1780. In detto anno fu altresì promosso a consultore ossia reggente in Napoli. Fu del pari valente giureconsulto, lasciato avendo raccolto ed annotato un grosso volume di decisioni feudali di Sicilia, nel 1732 pubblicato. Il di lui figlio Giuseppe, marchese di Collalto fu cavaliere gerosolimitano, le cariche occupando di G. della G. Corte, di avvocato fiscale, di maestro razionale del R. Patrimonio, e di Presidente della G. C. nel 1817. Ebbe inoltre la missione straordinaria di vicario generale con alter ego in Messina, ed infine fu presidente della Suprema Corte di Giustizia sino 1824: magistrato insigne in tempi difficili un nome illustre lasciando.
Attuale capo della famiglia è oggi il di lui figlio Filadelfio Artale ed Alliata marchese di Collalto, che pe suoi meriti occupò varie distinte cariche; fu Intendente della Provincia di Messina, maggiordomo di settimana dei re Ferdinando II e Francesco II, insignito essendo della croce di cavaliere dell’ordine costantiniano.
Sposò la nobilissima dama Lucia Grifeo e Gravina de’ Principi di Partanna,con la quale si rese genitore del vivente marchese Giuseppe Artale e Grifeo.
Si arma secondo il Mugnos: campo rosso con un leone d’oro che tiene con le zampe anteriori un martello di nero — supporto un’ aquila bicipite.
Corona di marchese.



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