Famiglie Nobili di Sicilia  
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Beccadelli




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Concordano gli autori nel dichiarare questa nobilissima famiglia qual'una delle più antiche ed illustri di Sicilia e precisamente di Palermo; perocché un Vannino Beccadelli, a causa dei partiti profugo da Bologna ove si avea un castello detto Beccadelli, fu il primo a recarsi in Palermo nel 1303.
Ricca ella di baronie come dice Mugnos, vanta fra' personaggi più illustri un Nicolo valoroso nelle armi; il di lui figlio Giuliano, che il dominio di Bologna si ebbe, spiegò per arme tré ale d'oro con le zampe in campo azzurro, con ciò dimostrando che la sua famiglia avea per tré volte quella città signoreggiato. Sarebbe lungo qui riferire il seguito di colesti illustri personaggi, d'altronde incompatibile col disegno prefissoci d'un cenno ristrettissimo per ciascuna famiglia. I soli pretori di Palermo dal 1395 ascendono a circa quattordici, tutti dopo essere stati insigniti di cariche ragguardevolissime. Non trasanderemo però un Antonio Beccadelli detto il Panormita, che fu eccellente legista filosofo e consigliere del rè Alfonso, occupato avendo le più eminenti cariche, non senza concessioni di feudi ed esenzioni di qualche rilievo. Morì in Napoli nel 1471, e le sue ceneri riposano in un gran mausoleo nella chiesa di San Domenico.
Non meno commendevoli furono Simone arcivescovo di Palermo e ambasciatore al rè Alfonso nel 1451; Giovanni armato cavaliere dal rè Alfonso, capitano di Palermo, maestro razionale del Tribunale del R. Patrimonio, tré volte pretore; ed ebbe dallo stesso rè per se e suoi il privilegio d'inquartare sopra le sue armi le regie insegne d'Aragona; Bernardino vescovo di Malta, e poi arcivescovo di Messina; Pietro barone della Sambuca; Francesco barone di Cefalà, ed uccisore di Giovanluca Squarcialupo ribelle sotto Carlo V imperatore; Girolamo conte e marchese di Marineo; Antonio cavaliere gran croce di Malta, ammiraglio e Bali di Santo Stefano; Francesco barone di Altavilla e primo marchese di questo stato 1623, come attesta il Villabianca; Pietro di lui figlio primo principe di Camporeale 1664, al quale per la moglie Antonia Ventimiglia unica erede provenne il marchesato della Sambuca 1666, acquistato avendo l'alto privilegio di portare in feudum co' primogeniti di sua discendenza il nobilissimo abito di cavaliere gerosolimitano. Altro Pietro pronipote del primo principe di Camporeale investito di questo titolo nel 1735 fu gentiluomo di Camera di rè Carlo III, cavaliere del San Gennaro, commendatore di S. Giacomo della Spada, deputato del regno, ambasciatore presso la corte di Vienna, ed indi consigliere di stato e presidente del Consiglio Supremo della R. Giunta di Sicilia. Giuseppe Beccadelli e Gravina, figlio del precedente marchese della Sambuca, fu ministro presso la corte di Toscana ed inviato plenipotenziario presso la corte di Vienna.
Salvatore fu marchese di Altavilla e gentiluomo di camera; Francesco commendatore gerosolimitano; Domenico tenente generale; Bernardo maresciallo di campo, il di cui figlio vivente Giuseppe, Duca di Adragna, gentiluomo di camera cavaliere gerosolimitano, comandante lo squadrone delle R. Guardie d'onore, sposò in prime nozze Marianna Beccadelli sua cugina, figlia di Domenico principe di Camporeale, ed in seconde nozze Giuseppina Alliata de' principi di Villafranca. Domenico Beccadelli e Beccadelli principe di Camporeale, figlio del precedente, sposò Laura de' baroni Acton di Napoli, essendo egli premorto al padre.
lasciò erede di tutti i titoli del suo nobile casato il di lui figlio Paolo attuale principe di Camporeale, Marchese di Altavilla ec.
Si arma secondo gli autori concordi: campo diviso, nel 1° inquartato in croce di S. Andrea, il capo e la punta d'oro con quattro pali di rosso, ed ai fianchi d'argento, l'aquila nera coronata, che è d'Aragona Sicilia; nel 2° d'azzurro con tré ale con zampe di oro, che è Beccadelli.
Supporto la croce gerosolimitana, mantello di velluto scarlatto.


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