Famiglie Nobili di Sicilia  
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Carretto




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Molti genealogisti d'Italia, dice Mugnos, parlano di questa nobilissima famiglia detta del Carretto e sopratutto il Sansovino, che pregiasi farla derivare dall'eroe Aledamo figlio di Vitichinno secondo duca di Sassonia anno 785.
Fu portata in Sicilia sotto Re Carlo d'Angiò 1269 da un Antonio del Caretto signore assoluto e marchese degli stati di Savona e Finale, dopo avere per dissenzioni rinunciato ai di lui fratelli il dritto alla signoria di Genova; si casò con Costanza Chiaramonte ottenendo in dote le baronie di Calatabiano e Siculiana e la contea di Ragalmuto. Un Matteo sotto rè Martino fu eletto vicario generale, gran camerlengo e maestro razionale del regno. Alteramo del Carretto acquistò la contea di Gagliano per ragion di dote. In generale si sa essere stati i mèmbri di questa distintissima famiglia elevati alle prime cariche dell'isola e particolarmente a quella di pretore di Palermo. In essa son poi da notarsi: un Girolamo del Carretto barone di Ragalmuto e primo conte nel 1576; un 2° Alteramo conte di Gagliano; e nel 1600 un 2° Giovanni che fu conte di Ragalmuto; in fine non è da tacere d'un Alfonso del Carretto cavaliere di Malta 1619, come ancora d'un Gerardo, che rinunziò al fratello Matteo lo stato di Ragalmuto ricevendone in ricambio i beni che in Genova possedeva, e formando ivi un nuovo casato, che in seguito acquistò grandi onori. Esso vanta un cardinale 1505, e vari cavalieri di Malta. Dal Villabianca in oltre rileviamo un Girolamo del Carretto e Ventimiglia, conte di Ragalmuto e principe di Ventimiglia, che negli annali di Sicilia del 1649 lasciò di se funesta memoria; altro Girolamo, figlio del precedente, investito di questo principato il 1656, fu maestro di campo nella guerra di Messina, vicario generale in Noto, Girgenti, Licata e Caltagirone, pretore di Palermo 1682, deputato del regno, ed infine gentiluomo di camera di rè Carlo II 1688. Da lui un Giuseppe del Carretto e Lanza capitano giustiziere di Palermo 1698, in cui tal famiglia si estinse.
Arma: di rosso, con un carro tirato da quattro leoni coronati, guidati da un uomo armato impugnante colla destra una spada sguainata, e colla sinistra tenendo il freno, il tutto d'oro; portante un'aquila spiegata e coronata di nero, caricata nel petto d'uno scudo di rosso con cinque sbarre d'oro.
Corona di conte.



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