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Alagna Visto: 1016
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Barone di Mozia. Ultimo investito Rosario (1792).
Famiglia originaria di Napoli, passata in Messina nel secolo XIV.
Arma: d'oro, alla croce di rosso caricata di cinque gigli d'argento.

Alvarez De Toledo Visto: 957
Voti: 7.75   [Vota] [Riferisci errore]

Col titolo di Duca di Bivona nel 1894 e di Patrizio Napolitano fu riconosciuto Giuseppe Ignazio , di Giuseppe Maria, di Francesco. Figlio: Tristano. Coi titoli di Duca di Ferrandina , nel 1907, Duca di Montalto nel 1894, Conte di Adernò , Conte di Caltabellotta Conte di Collesano Signore delle Due Petralie e Principe di Montalbano fu riconosciuto Gioacchino, di Giuseppe, di Pietro. Figli: Gioacchino, Maria Teresa, Giuseppe e Maria del Rosario. Fratello: Ildefonso. Col titolo di Conte di Sclafani fu riconosciuto nel 1890 Federico, d'Ignazio, di Francesco Borgia, Patrizio Napolitano.
Famiglia spagnuola che ha goduto nobiltà anche in Sicilia.
Dimora Spagna e Napoli.
Arma: scaccato di otto punti di azzurri equipollenti a sette d'argento.
Libro d'Oro della Nobiltà Italiana.

Adragna Visto: 1069
Voti: 7.71   [Vota] [Riferisci errore]

Con il titolo di Barone della Salina di Altavilla è iscritto Francesco, di Girolamo, di Francesco, come discendente da Francesco (1763).
Famiglia di Salemi sin dalla seconda metà del secolo XVI. Dimora a Trapani.
Titolo di Barone della Salina di Altavilla riconosciuto nel 1927 a Girolamo, di Francesco.
Arma: di rosso, al castello merlato e torricellato di un pezzo di argento, posto sulla campagna al naturale, la porta guardata da un guerriero armato di tutte pezze d'argento, posto tra due cani al naturale, passanti, moventi l'uno dal lato destro e l'altro dal lato sinistro dello scudo.
Elenco Nobiliare Siciliano.

Airoldi Visto: 843
Voti: 7.25   [Vota] [Riferisci errore]

Famiglia lombarda, venuta in Sicilia nel principio del secolo XVIII.
Dimora in Palermo.
Coi titoli di Duca di Cruyllas e di Marchese di Santa Colomba nel 1897 (titoli siciliani); di Conte di Lecco e di Signore di Bellagio nel 1901, col trattamento di Don o Donna (titoli lombardi), fu riconosciuto Cesare, di Cesare, di Pietro. Furono iscritti i fratelli Pietro, Vincenzo e Stefano.
Arma: interzato in fascia: nel I ° d' oro, all' aquila spiegata di nero; nel 2° grembiato d'argento e d'azzurro; nel 3° d'argento alla biscia d'azzurro. - Alias: spaccato: nel 1° d'oro all'aquila spiegata di nero, coronata dello stesso; nel 2° grembiato d'argento e d' azzurro.
Libro d'Oro della Nobiltà Italiana.

Ardizzone Visto: 902
Voti: 6.25   [Vota] [Riferisci errore]

Col titolo di Nobile furono iscritti Luigi, di Calcedonio, di Luigi, (dim. Catania), qual discendente di Nicolò (1716), e Carlo, di Gaetano, di Michele, (dim. Siracusa), ed i fratelli Giuseppe (coi figli Famiglia del secolo XVI, che è forse una diramazione Gaetano e Salvatore) e Vincenzo (col figlio Carlo), discendenti da Francesco (1781).
Questa famiglia, divisa in diversi rami, si ritrova in Palermo sin dal secolo XV ed è forse di origine genovese.
Arma: d' azzuro, al castello ad una torre d' oro, aperto, finestrato e murato di nero, fiammeggiante in cima di rosso, fiancheggiato da due leoni del secondo, coronati dello stesso contrarampanti alla base. Il ramo di Siracusa non porta nella propria arme i due leoni.
Elenco Nobiliare Siciliano.

Anna o D'Anna Visto: 813
Voti: 6   [Vota] [Riferisci errore]

Marchese del Canneto. Concesso a Giuseppe (1813).
Famiglia del secolo XVII originaria di Corleone.
Arma: di verde, al giglio d'oro accostato da due rose dello stesso.

Abela Visto: 792
Voti: 5.5   [Vota] [Riferisci errore]

Barone di Camoli. Ultimo investito Giuseppe (1802).
Famiglia siracusana del secolo XIV.
Arma d'azzurro, al capriolo d'oro accimpagnato da tre stelle di 6 raggi dello stesso.

Aldisio Visto: 857
Voti: 5.5   [Vota] [Riferisci errore]

Famiglia di Terranova di Sicilia, sin dalla seconda metà del secolo XVII.
Dimora: Terranova di Sicilia.
Coi titoli di Marchese di Torreforte e di Barone di Sabbuci fu iscritto, in seguito a sentenza della Corte d'Appello di Palermo del 7 settembre 1885 confermata dalla Corte di Cassazione con sentenza del 24 luglio 1888, Salvatore, di Francesco.
Elenco Nobiliare Siciliano.

Angelo o D'Angelo Visto: 831
Voti: 5.5   [Vota] [Riferisci errore]

Marchese di Bertolino. Barone di metà di Bertolino. Ultimo investito Francesco (1782-1787).
Famiglia fiorente in Sicilia sin dal secolo XVII e che si crede venuta da Napoli.
Arma: d'azzurro, alla fascia d'oro accompagnata da due stelle dello stesso, una in capo ed una in punta.

Arborio Visto: 795
Voti: 5.5   [Vota] [Riferisci errore]

Col titolo di Barone di S. Agata alla Motta oltre ai titoli piemontesi, fu iscrittó Mercurino-Francesco, Mercurino-Dionigi, di Francesco. Zio: Carlo.
Dimora Torino.
Famiglia vercellese che possedeva il detto titolo siciliano nella 2a metà del sec. XVIII.
Arma: d'azzurro alla croce di S. Andrea ancorata d'argento, accantonata da quattro gigli d'oro, al capo dello stesso caricato da un aquila di nero, coronata all'imperiale. Cimiero: un Ercole al naturale, tenente una clava d'oro e cinto d'una pelle di leone. Divisa: AUT VINCENDUM AUT MORIENDUM.
Elenco Nobiliare Siciliano.

Arezzo Visto: 879
Voti: 5.5   [Vota] [Riferisci errore]

Coi titoli diMarchese Conte di Celano e Barone di Pescina fu riconosciuto nel 1904 Orazio, di Giuseppe, Francesco, di Orazio. Furono iscritti i figli Giuseppe, Emanuele, Pietro , Corrado, Agata in Cammarata e Michelina in Amari di S. Adriano. Figli di Francesco: Orazio, Stefana, Emanuela, Giulia e MariaFrancesca.
Signore di Trifiletti. Ultimo investito Domenico (1791), Barone di Targia, Signore di Spalla, Signore di Fiumefreddo, Signore di Benali. Ultimo investito Gaetano Mario Antonio (1787). Duca di San Filippo, Signore di S. Biagio, Signore di Cardinale, Signore di S. Filippo "li colonni", Signore di Mastro, Signore di Caddimeli, Signore delle Serre. Ultimo investito Giuseppe (1809).
Titolo di Barone di Trifiletti riconosciuto nel 1927 a Domenico, di Carmelo.
Discendente, come si vuole, dalla romana Aretia, questa famiglia era già feudataria in Sicilia nel secolo XIV.
Arma: spaccato d'oro e d'azzurro, a quattro ricci dell'uno nell'altro, 2 in capo e 2 in punta. Divisa: BENE MERENTIBUS.
Libro d'Oro della Nobiltà Italiana.

Ayala o D'Ayala Valva Visto: 881
Voti: 5.5   [Vota] [Riferisci errore]

Al 1900 fu rinnovato a Francesco, di Matteo, di Francesco, nobile di Taranto, dei Marchesi di Valva, il titolo di Conte di Recalmuto Fratelli: Leopoldo , Giuseppe, Antonio, Maria in Del Balzo, Figlio di Antonio: Diego.
Famiglia originaria di Spagna,,passata in Napoli, ove ha goduto nobiltà e alla quale fu rinnovato il detto titolo siciliano.
Dimora Napoli.
Arma: partito: nel 1° di rosso a due lupi affrontati al naturale (Ayala); nel 2° d'argento alla fascia di rosso accompagnata da otto merlotti di nero, posti in cinta (Valva).
Libro d'Oro della Nobiltà Italiana.

Alessi Alessio o D'Alessio Visto: 787
Voti: 4.5   [Vota] [Riferisci errore]

Barone di Pasquali. Ultimo investito Pietro Alessi (1771).
Barone di Sisto. Ultimo investito Giovan Vincenzo D'Alessio (1765).
Famiglia romana venuta in Sicilia nel secolo XIV.
Arma d'oro a tre rose di rosso 2 e 1.

Amico o D'Amico Visto: 832
Voti: 4.5   [Vota] [Riferisci errore]

Marchese. Ultimo investito Tommaso d'Amico (1787).
Titolo di nobile riconosciuto nel 1926 a Stefano, di Giuseppe.
Famiglia fiorente in Sicilia sin dall'epoca normanna.
Arma: d'oro, alla banda d'azzurro sostenente uno sparviero camminante del suo colore.(L'arme antica era: d'azzurro alla croce d'oro).

Agnello Visto: 860
Voti: 4   [Vota] [Riferisci errore]

Barone di Signafari (Signefari), Signore d'Ogliastro. Iltimo investito Pietro (1789). Signore di Lorito. Ultimo investito Giuseppe (1777). Barone di Ramata. Ultimo possidente Giusepppe (1806).
Famiglia del secolo XV. Arma: d'azzurro a quattro pali d'ioro, ed un agnello pasquale d'argento attraversante sul tutto.

Amantia o L'Amantia Visto: 790
Voti: 4   [Vota] [Riferisci errore]

Barone dell'Ufficio di Portulanotto e Dritto di Mezzograno di Girgenti.
Ultimo investito Pietro (1809).
Famiglia del secolo XIX.
Arma: ?

Abate o Abbate Visto: 808
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Nobile - Deliberazione della Commissione dei titoli di nobiltà (1847).
Antica famiglia palermitana della quale un ramo che possedeva i titoli di Marchese di Lungarini e di Barone di Ficarra, si è estinto nella famiglia Mosto o Musto.
Arma: diviso di verde e d'argento.

Adamo Visto: 818
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Barone del monte, già S. Maria di Spataro, Signore di salme 105 del feudo di Grazia, ultimo investito Gaetano Giuseppe (1810), Signore di metà di Grasta, ultimo investito Gaetano (1803).
Famiglia di origine lombarda venuta in Sicilia nel secolo XIII.
Arma: spaccato di rosso e d'azzurro con la divisa d'oro attraversante; nel 1° al leone leopardito di argento passante sulla divisa; nel 2° tre stelle d'argento male ordinate.

Adonnino Visto: 803
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Duca della Catena, ultimo possessore Andrea (1828), Conte ultimo investito Giovan Battista (1765).
Famiglia originaria di Firenze e che si ritrova in Sicilia sin dal secolo XVII.
Arma: d'azzurro, al leone coronato d'oro che tiene con le zampe anteriori un tizzone dello stesso, acceso di rosso.

Agraz Visto: 796
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Duca di Castelluzzo riconosciuto ad Ignazio (1839). Marchese dell'Unia. Barone di Castelluzzo. Barone del Grano del tarì dei Baroni. Barone del Grano sopra i caricatori del Regno. Ultimo investito Francesco (1787).
Famiglia castigliana venuta in Sicilia nel secolo XVII.
Arma: d'oro, a due viti di verde, fruttifere d'azzurro.

Albamonte Visto: 1028
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Signore di Savuco o Ridochello. Ultimo investito Domenico (1807).
Famiglia siciliana che possedette feudi sin dal secolo XV.
Arma: di rosso, al monte d'argento sormontato da un sole d'oro nascente, figurato nel campo. - Alias: inquartato, nel 1° e 4° di verde a quattro fasce d'argento; del 2° e 3° di rosso alla stella d'oro.

Alferi o Alfiere Visto: 793
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Signore di S. Basile. Ultimo investito Antonino (1806).
Famiglia del secolo XV fiorente in Polizzi e Catania.
Arma d'azzurro, al mezzo volo spiegato d'argento, forato da una saetta dello stesso in sbarra.

Alliata o Agliata Visto: 902
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Originaria di Pisa, questa famiglia si stabilì in Palermo nel secolo XIV. Dimora in Palermo.
Coi titoli di Principe di Valguarnera, Principe di Gravina, Signore di Ganci, Signore di Roseni ed Erbebianche, Signore di Vicaretto, Signore di Artesinella, Canali e Mandra del Piano, Signore di Albavuso, Signore di Fiume di Mendola o Collotorto, Barone di Buzzetta e Marcato del Fegotto, Marchese di S. Lucia, Principe di Villafranca, Principe di Ucria, Principe di Montereale, Principe di Buccheri, Principe di Castrorao, Principe di Trecastagne, Duca di Salaparuta, Duca di Saponara, Barone di Mastra, Barone di Pedara, Barone di Consorto, Barone di Santa Domenica, Signore di Mirii, Signore di Gurafi Occidentale, Signore di Mangiavacca, Signore di Viagrande, Signore di onze 40 sopra i porti e le marine, Barone di Morbano, Signore di Ucria, Signore di Castrorao, Signore di Trecastagne, Signore di Villafranca, di Taya (già S. Adriano), di S. Anna e di Salaparuta, Signore di Castro Engii, Signore di Manchi, Signore di Caropipi (Valguarnera), Signore di Assoro, Barone di Vicaretto e Barone delli Sollazzi di Salomone, tutti fu ricomosciuto nel 1922 Gabriele, di Giuseppe, di Eduardo, e iscritti i figli Giuseppe-Francesco e Francesco.
Inoltre col titolo di Marchese fu riconosciuto nel 1903 Domenico, di Pasquale (e di Cardillo Emanuela), di Domenico, e iscritti i figli Pasquale, Emanuela, Rosa, Caterina e Ida; i fratelli Laura e Filippo, ed i figli di Filippo: Emanuela, Rosa, Filippo, Aloisio e Laura. Nel 1903 fu riconosciuto col titolo di Nobile dei Principi di Villafranca e Montereale Giovanni, di Giovanni, di Giovanni.
Nel 1906 fu riconosciuto col titolo di Nobile dei Principi di Villafranca Luigi, di Fabrizio, di Luigi, e iscritti i figli Fabrizio, Rodrico, Rainiero, Marianna in Chiaramonte Bordonaro e Bianca.
Col titolo di Duca di Pietratagliata Barone di Camitrici Barone di Misilxarari o Fontanasalsa fu iscritto Fabrizio, di Pietro, di Fabrizio, con il figlio Pierluigi e la sorella Giulia.
Titolo di Principe concesso nel 1925 ad Antonio, di Domenico.
Titolo di Principe riconosciuto nel 1926 a Domenico, di Giovanni.
Arma: d'oro, a tre pali di nero. Lo scudo accollato all'aquila bicipite spiegata di nero, membrata, imbeccata e sormontata dalla corona imperiale d'oro.
Alias: inquartato: al 1° d'oro alla pianta di ruta, di verde (Paruta); al 2° di azzurro alla piantà di frumento spicata di tre pezzi, d'oro, nodrita in una zolla al naturale, la pianta accostata da 2 leoni d'oro, affrontati (Di Giovanni); al 3° di rosso a due spade abbassate, decussate ed accompagnate da 4 rotelle di sperone, il tutto d'oro (Morra), al 4° d'argento a due fasce di rosso (Valguarnera); sul tutto, partito di Alliata, che è: d'oro a tre pali di nero, e di Bazan che è: ripartito di due tiri, e, troncato di tre, di nero e d'argento con la bordura di porpora caricata di 8 crocette d'oro, decussate (ramo dei principi di Villafranca).
Libro d'Oro della Nobiltà Italiana.

Amarelli Visto: 794
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Nobile. Deliberazione della Commissione dei titoli di nobiltà (1843).
Famiglia calabrese che si ritrova in Messina nel secolo XVII.
Arma d'azzurro, al leone d'argento lampassato di rosso, impugnante con le zampe anteriori un mazzetto di fiori di rosso.

Amari Visto: 804
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Col titolo di Conte di Sant'Adriano fu riconosciuto, nel 1913, Gabriele Maria, di Luigi, di Gabriele. Sono iscritti i figli Maria Teresa, Emanuele, Luigi, Dorotea, Orazio ed Adriana;i fratelli Teresa,Maria,Luisa e Antonino. Col titolo di Nobile dei Conti di S. Adriano furono riconosciuti nel 1876 Antonino, di Gabriele, di Salvatore,ed il fratello Giuseppe, nonché iscritti l'altro fratello Emerico coi figli Gabriele e Teresa, e i figli di quest'ultimo: Emerico, Giuseppe e Salvatore.
Famiglia originaria di Trapani sin dallo scorcio del secolo XIV.
Dimora Palermo.
Arma: d'argento, alla sirena al naturale, posta sopra un mare d'azzurro movente dalla punta, col capo dello stesso, caricato da una stella d'oro.
Libro d'Oro della Nobiltà Italiana.

Amico Paternò Visto: 816
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Al 1902 fu concesso il titolo di Conte a Giovanni, di Vito, di Giovanni. Figlio: Vito.
Arma: d'oro, alla banda d'azzurro sostenente uno sparviero al naturale, passante sulla medesima.
Alias: inquartato: nel 1° e 4° come sopra (Amico); nel 2° e 3° d'oro a quattro pali di rosso colla banda d'azzurro attraversante (Paternò).
Libro d'Oro della Nobiltà Italiana.

Anastasi Visto: 831
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Barone di Acqua del Bosco e Pezzagrande. Ultimo investito Ignazio (1791).
Famiglia che si vuole originaria di Ravenna e che si ritrova in Messina sin dal secolo XVI.
Arma: d'azzurro al pastorale d'oro.

Anfossi Visto: 825
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Marchese di S. Onofrio. Ultimo investito Bartolomeo (1782).
Famiglia palermitana del secolo XVIII.
Arma: d'azzurro, al sinistrocherio uscente da nubi, accompagnato da una stella ed impugnante un tridente, il tutto d'argento, sopra il mare fluttuoso d'argento e d'azzurro.

Ansaldi Visto: 816
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Col titolo di Nobile dei Baroni di S. Antonino fu riconosciuto nel 1902 Ferdinando, di Giacinto, di Giuseppe.
Famiglia del secolo XVI, che è forse una diramazione dell'omonima famiglia di origine lombarda fiorente in Messina sin dal secolo XIII.
Dimora in Nicosia.
Arma: di azzurro, al destrocherio d' argento, impugnante un giglio d' oro, e la campagna di argento, con tre rose unite col fusto in alto.
Libro d'Oro della Nobiltà Italiana.

Anzalone o Ansalone Visto: 849
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Col titolo di Barone di Recalcaccia e Spinagallo fu riconosciuto nel 1898 Nicola, di Francesco, di Nicola. Sono iscritte le figlie Carmela e Maria.
Famiglia che vuolsi di origine normanna e che era feudataria sin dal secolo XIII.
Dimora in Catania.
Arma: di azzurro, a tre gemelle d oro poste in banda. Cimiero: un cane uscente d argento, collarinato di un collare d oro bordato e armato di punte dello stesso.
Libro d'Oro della Nobiltà Italiana.

Aprile Visto: 821
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Col titolo di Barone di Gimia o (Cimia) Soprana e qual discendente da Vincenzo (1788) è iscritto Vincenzo, di Giacomo, di Pietro. Fratelli: Salvatore, Antonia e Maria.
Famiglia di Caltagirone sin dal secolo XVII.
Dimora Caltagirone.
Arma: d argento, alla fascia di rosso, accompagnata da tre rose del secondo, e situate due in capo ed una in punta.

Arenaprimo Visto: 841
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Coi titoli di Barone di Montechiaro Barone di Roccadoro e Barone del Grano, sono oggi iscritti Francesco, di Giuseppe, di Francesco, coi fratelli Pasquale ed Ugo, quali discendenti da Francesco Arena Primo (1736-38).
Questa famiglia, che vanta discendere dai Concubleth di origine normanna, si ritrova in Messina sin dal sec. XVI.
Arma: d'oro a quattro fasce più oscure del medesimo, e la banda d' azzurro attraversante. Cimiero: tre pennacchi d' oro e d' azzurro.
Elenco Nobiliare Siciliano.

Arone Visto: 846
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Col titolo di Barone di Valentino fu riconosciuto nel 1903 Francesco, di Pietro, di Vincenzo. Iscritti i figli Maria, Pietro, Silvia, Vittoria e Giuseppe. Col titolo di Nobile dei Signori di Bertolino fu iscritto Giuseppe, di Pietro, di Vincenzo, con i figli Alfonso, Rosalia, Maria, Vincenzo e Antonino.
Barone di Bonfiglio. Ultimo investito Diego (1810). Signore di metà di Bertolino ossia Mezzocatuso. Ultimo investito Vincenzo (1804).
Originaria, come si crede, di Milano, questa famiglia si trasferì prima a Palermo e poi a Sciacca nel sec. XVII.
Dimora Sciacca e Palermo.
Arma: d' azzurro, al braccio vestito d'oro, la mano di carnagione impugnante una verga di nero, ed un monte di verde movente dal cantone destro dello scudo, da cui scaturisce un ruscello d'argento.
Elenco Nobiliare Siciliano.

Artale Visto: 764
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Coi titoli di Marchese di Collalto e di Barone di Colla Soprana e Sonana e Cannata qual discendente da Filadelfio (1780) fu iscritto Giuseppe, di Filadelfio, di Giuseppe. Figlio: Filadeliio. Fratello: Vincenzo. Figli di quest'ultimo: Giuseppe (col figlio Antonio), Pietro, Carlo e Vittoria.
Famiglia fiorente in Palermo sin dal secolo XIV.
Dimora in Palermo.
Arma: di rosso, al leone d'oro, tenente con le zampe anteriori un martello di nero. Lo scudo accollato all' aquila bicipite.
Elenco Nobiliare Siciliano.

Ascenso Visto: 842
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Barone di Camemi o Camimello, Barone di Plani. Ultimo investito Erasmo (1795).
Famiglia del contado di Modica, diramata in Girgenti, Trapani e Palermo.
Arma: trinciato nel 1° d'oro all'aquila bicipite spiegata di nero; nel 2° di rosso a tre bande d'oro caricate di sei palme di verde, 3, 2 e 1.

Asmundo Visto: 804
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Col titolo di Principe di Gisira fu riconosciuto nel 1907 Michele, di Adamo Benedetto, di Michele, (dim. Sciacca). Coi titoli di Nobile dei Principi di Gisira Nel 1906 e di Cavaliere nel 1911 fu riconosciuto Michele, di Giambattista, di Michele, (dim. Catania). Nel 1900 coi titoli di Nobile e di Cavaliere fu riconosciuto Francesco, di Michele, di Giuseppe, al quale nello stesso anno fu concesso il titolo di Conte Figlia: Maria Antonietta Luisa (dim. Catania). Col titolo di Barone di S. Dimitri fu riconosciuto nel 1919 Giuseppe, di Adamo Benedetto (dim. Catania).
Signore di Gisira. Ultimo investito Adamo (1777).
Originaria di Pisa, questa famiglia passò in Sicilia nel secolo XI
Arma: d'oro, a tre fasce di rosso, sormontate nel capo dal leone leopardito dello stesso.
Libro d'Oro della Nobiltà Italiana.

Asmundo Paternò Visto: 814
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Coi titoli di Marchese di Sessa e di Signore di Sciari, Collabascia, Baglio ed Erbageria fu riconosciuto nel 1906 Gaetano, di Camillo, di Giuseppe.
Ramo della famiglia Paternò che, per disposizione testamentaria di un antenato, assunse il cognome Asmundo.
Barone di Villasmundo, riconosciuto dal Parlamento Siciliano a Giovan Battista Paternò (1848).
Arma: inquartato: nel 1° e 4° Asmundo ; nel 2° e 3° Paternò.
Libro d'Oro della Nobiltà Italiana.

Astuto Visto: 816
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Col titolo di Nobile dei Duchi di Lucchese (Lucchesi) furono riconosciuti nel 1909 Giuseppe, di Francesco, di Antonino, coi figli Riccardo, Giorgio Maria, Maria Mercede, Maria Addolorata e Adriana, nonché Beatrice figlia del detto Giorgio. Fu aggiunta in seguito Caterina figlia di Riccardo.
Barone di Fargione, Signore di Belmontino Superiore, Signore di Menzagni di Pagano. Ultimo investito Antonino (1790, 1791, 1798). Signore di metà di Stafenda. Ultimo investito Vincenzo (1790).
Famiglia originaria di Noto sin dal secolo XVII.
Arma: d'argento, alla biscia di nero, situata in fascia, accompagnata in capo da tre stelle d'azzurro ed in punta da tre fiamme rosse allineate in fascia.
Libro d'Oro della Nobiltà Italiana.

Atenasio (Atanasio) Visto: 777
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Col titolo di Barone di Montededero fu riconosciuto nel 1904 Francesco Paolo, di Giuseppe, di Francesco Paolo. Figli: Giuseppe, Giovanna e Teresa.
Forse originaria di Taranto, questa famiglia passò in Messina e Taormina e poi in Palermo sin dal secolo XVIII.
Dimora Palermo.
Arma: d'azzurro, alla fenice di nero posta sopra la sua immortalità di rosso, guardante il sole di oro figurato di rosso, posto nel canton sinistro del capo.
Libro d'Oro della Nobiltà Italiana.

Avarna (Averna) Visto: 791
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Coi titoli di Duca di Gualtieri Marchese di Castania e Barone di Sicaminò Grappida fu riconosciuto nel 1891 Niccolò , di Carlo, di Niccolò. Fratello: Giuseppe , al quale fu concesso nel 1892, il titolo di Duca A costoro successe, per riconoscimento nel 1925, Carlo, di Giuseppe, e furono iscritti il figlio Giuseppe ed il fratello Michele.
Barone di Centineo. Ultimo investito Cesare (1776).
Famiglia che si crede proveniente dai Varna o Guarna di Salerno, passata in Messina sullo scorcio del secolo XV.
Dimora Palermo e Napoli.
Arma: d'oro, alla fascia d'azzurro. Sostegni: due leoni d'oro.
Libro d'Oro della Nobiltà Italiana.

Avellone Visto: 765
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Coi titoli di Barone d'Intorrella e di Signore di Dagata fu riconosciuto nel 1885 Antonino, di Salvatore, di Giuseppe.
Famiglía di Roccapalumba del secolo XIX.
Dimora Palermo.
Arma: d'azzurro a tre bande d'oro, la terza caricata da tre stelle d' azzurro, accompagnata da un monte di tre cime, movente dall' angolo destro della punta, da cui sorge una testa di serpente coronata, il tutto d' argento.
Libro d'Oro della Nobiltà Italiana.

Avignone Visto: 838
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Col titolo di Marchese di S. Teodoro fu riconosciuto nel 1910 Bruno, di Antonio, di Francesco. Cugino: Domenico, di Giuseppe, di Domenico. Figlio di Domenico: Guido. Fratello: Raffaele.
Famiglia aggregata alla nobiltà messinese nel 1805.
Dimora Messina.
Arma: partito: nel 1° d'azzurro, al pesce d'argento, nuotante nel mare dello stesso, fluttuoso di nero movente dalla punta, sormontato nel capo da tre stelle del secondo (che è d'Avignone); nel 2° d'azzurro, al leone coronato d'oro, e un guerriero armato al naturale, le mani e la faccia di carnagione, impugnante con la destra una mazza di nero, in atto di percuotere il leone, affrontati all'albero del suo colore, fustato d'oro, terrazzato di verde e sormontato nel capo da una stella d'oro (che è di Mazzeo). Divisa: HONOR VIRTUTIS PREMIUM.
Libro d'Oro della Nobiltà Italiana.



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