Famiglie Nobili di Sicilia  
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Grimaldi




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Celebre illustre famiglia di Genova, una delle quattro principali della repubblica, siccome quella che trovasi sparsa in Italia, Francia e Spagna, divisa essendo in vari rami, cioè nei principi sovrani di Monaco ceppo della casa, ne' principi di Gerace e di Salerno, ne' duchi d'Evoli, ne' marchesi d'Antibo, Castronovo e della Pietra, ne' conti di Tognetto, ne' Grimaldi di Bologna, Carigriano, Cuneo, Calabria e Sicilia; poi ne' conti di Du Bech Crispin, ne' marchesi De la Bosse, ne' conti di Dangu Bóuri Vardes, di Guttieres, Maranz, de Beuille ecc.
Ella trae origine da Grimoaldo conte di Fiandra, fratello di Carlo Martello, e vanta nella storia altissimi personaggi come a dire un Raimondo Grimaldi ammiraglio di Francia sotto Filippo il Bello, che battè e disperse nel 1304 la flotta del conte Guy di Fiandra nelle coste della Zelanda facendolo suo prigioniero; un Antonio ammiraglio di Genova, pròde contro i Catalani 1333, e sventurato nella battaglia della Loira; un Giovanni pure ammiraglio vittorioso sul Pò contro l'altro veneto Nicolò Trevisana 1431; un Domenico cardinale ed arcivescovo di Avignone intrepido nella battaglia di Lepanto 1571, ed altri che per brevità tralasciamo.
Tornando a' principi sovrani di Monaco, dagli autori concordemente rileviamo aver essi tale stato posseduto sin dal 988 producendo una serie di 31 sovrani illustri sino all'attuale principe D. Carlo Onorate Grimaldi, istitutore dell'ordine equestre di s. Carlo 1858, principe intelligente, valoroso, benefico e progressista, che stabilì lega con la Francia, stringendo relazioni con tutte le potenze d'Europa e di America. Primo a portare questa famiglia in Sicilia fu un Enrico Grimaldi, figlio di Carlo signore di Mentoné, essendo costui secondogenito di Carlo il grande principe sovrano di Monaco, come dal Venasque, Moreri, Chiusole, Mugnos, Inveges, Minutoli, Villabianca e dal Methiviere.
Fu desso Enrico che ciambellano e consigliere di rè Martino ottenne in compenso di suoi servigi le baronie di Sittibillini e Pollicarini 1396, non che tutte le terre confiscate a' nobili ribelli di Castrogiovanni.
Nel 1397 ebbe del pari donata la baronia ed il castello della Bozzetta, la castellania ed il regio castello di Castrogiovanni, di cui fu fatto governatore, come dal privilegio in r. Cancelleria f. 20 1397; ed in oltre insignito del cingolo militare; fu il primo a stabilirsi in detta città, rendendosi genitore di Simone, Pietro e Pino, il primo barone di Risicalla e Carranciara, non che ceppo de' principi di S. Caterina, nel quale ramo fiorirono: un Enrico Grimaldi barone di Risicalla e di Geracello per ragion di matrimonio con Buonaccolta di Piazza; un Bernàrdo barone di Risicalla 1481; un Simenes, ceppo dei baroni di Gallizzi, Caropepe e Favara; un Giorgio, capitan generale del principe di Monaco, indi a' servigi di Carlo V imperatore da cui in compenso ottenne cinquanta ducati d'oro all'anno su' proventi di Sicilia 1535 (ved. R. Cancelleria f. 549); un Pierandrea, barone di s. Caterina; un 2° Pierandrea primo principe di s. Caterina per concessione di rè Filippo II 1625, che l'onorò del trattamento di suo consanguineo, concedendogli altresì facoltà di titolarsi principe del castello di Grimaldi, che si proponeva di fabbricare nel feudo di Monaco di sua proprietà; linea primogenita estinta nel 1802 in Emilia Grimaldi, moglie di Diego Giardina marchese di s. Ninfa, i di cui titoli per la morte de' tré figli dichiarati interdetti per imbecillità passarono di dritto alla linea collaterale rappresentata da' Grimaldi baroni di Geracello, oggi in persona dell'illustre D. Giuseppe M. Grimaldi e Gravina riconosciuto del cennato titolo nel 1853 e 60 per legittima successione de' suoi maggiori, ed iscritto nel gran registro della Consulta Araldica del Regno 1871, personaggio a dir vero adorno di grandi meriti, e culto amatore dell'araldica e delle patrie antichità.
Il secondogenito di Enrico, cioè Pietro fu barone della Pozzetta 1416; linea estinta ne' principi di Valguarnera pel matrimonio di Caterina, unica figlia di Giuseppe Grimaldi barone della Bozzetta, continuando la discendenza maschile collaterale di esso Pietro ne' baroni di Voltamonaca, oggi marchesi di Terresena. Il terzogenito di detto Enrico cioè Pino, fu ceppo dei baroni di Sittibillini, linea eziandio estinta'1600 nella famiglia Trigona, marchesi di Floresta, continuando la linea collaterale rappresentata da Enrico Grimaldi-Longi di Castrogiovanni. Il secondo finalmente a passare in Sicilia fu nel 1554 un Agostino Grimaldi, figlio di Francesco della linea de' Grimaldi detti Cavalleroni di Genova; barone di s. Giovanni, abitante in Siracusa e poi in Modica, ove stabili sua famiglia, arricchita delle baronie di Sirumi, Serravalle, Niscima, del Bosco, Calemezano, Piombo, Boncamero e Delia. Ebbe de' cavalieri di Montesa e di Malta; ed un Carlo Grimaldi e Rosso fu decorato del titolo di principe Grimaldi da rè Carlo II 1692.
In seguito la famiglia si trapiantò in Mineo, da dove diffinitivamente fermò sua stanza in Catania, rappresentata dal principe Francesco Grimaldi e Colonna barone di Serravalle fratello ultrogenito del principe Giovanni Grimaldi gentiluomo di camera di rè Ferdinando II, ciambellano del gran duca di Toscana, cavaliere gerosolimitano, morto senza lasciar figli, rimasta essendo in Mòdica la linea secondaria ne' baroni di Calamezano. Chiudiamo col Minutoli dando uno sguardo a' cavalieri gerosolimitani di tutti i Grimaldi di Sicilia, quali furono: fra' Nicolo; Pietro-Paolo di Castrogiovanni 1589; Girolamo di detta città, bali di san Giovanni del Prato di Cremona, di jus patronato de' principi sovrani di Monaco 1611; Agostino di Modica, morto nel combattimento di Retino in Candia 1645; Francesco di Palermo 1676; Giangioachino di Castrogiovanni 1695; e Giuseppe Maria di detta città 1808..
Arma: Porta generalmente la famiglia Grimaldi uno scudo fusate d'argento e di rosso, con ornamenti diversi.
Ma quelli di Sicilia levano concordemente agli autori: scudo inquartato; nel 1° e 4°, d'oro, con l'aquila spiegata e coronata di nero; nel 2° e 3°, fusate d'argento e di rosso; sopra il tutto; d'azzurro, a tré gigli d'oro posti 2,1, ch'è l'arme di Francia.
Corona di principe. Lo scudo accollato all'aquila bicipite al volo abbassato di nero, linguata ed armata di rosso, coronata all'imperiale, afferrante un nastro col motto: Deo Juvante.



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